Presentazione

Davide Marsano

Questo sito nasce dal desiderio di far meglio conoscere un antico compositore attivo nella prima metà del Settecento, e di metterne in luce le vigorose intuizioni melodiche e compositive. Coevo a J. S. Bach, Paolo Bellinzani (Mantova 1682 – Recanati 1757) si dedica quasi esclusivamente alla produzione di musica sacra.

Le sue composizioni a stampa si diffondono in Italia e si spingono oltralpe fino a Berkeley, in California. Da anni ne approfondisco la figura dal punto di vista biografico, storico, stilistico e ho cercato di evidenziarne alcuni aspetti per colmare lacune e imprecisioni precedenti.

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Paolo Benedetto Bellinzani

Biografia sintetica

Giuseppe Radiciotti - principale biografo di Gioachino Rossini - lo ricorda come “valente e fecondissimo compositore” accolto dall’Accademia Filarmonica di Bologna senza bisogno di alcun noviziato. Bellinzani va ricordato anche come ottimo didatta capace di perfezionare nella virtù del canto Pasquale Bruscolini da Pesaro, Virtuoso di Musica e contralto peritissimo che tanto successo ebbe girando per l’Europa; Padre Martini di Bologna poi, tramite indiscusso dell’attività musicale italiana ed europea, volle inserire un suo ritratto all’interno della sua iconoteca privata che vanta - secondo Andrea Emiliani - “i più celebri scienziati di musica”... Bellinzani ha prestato servizio in importanti cappelle, basiliche e cattedrali di città come Udine, Verona, Ferrara, Pesaro, Orvieto, Urbino, Recanati …

Date significative

1682 ca. Nasce a Mantova
1713 ca. Ordinazione sacerdotale
1715 - 1721 Maestro di cappella presso la Cattedrale di Udine
1718 Nominato Censore dé Signori Accademici Risorti in Ferrara
1721 - 1722 Maestro di cappella presso la Cappella di San Nicolò, Fabriano
1722 - 1723 Maestro di cappella presso la Cattedrale di Pergola
1724 - 1727 Maestro di cappella presso la Cattedrale di Pesaro
1727 Membro della Accademia Filarmonica di Bologna senza noviziato
1730-1733 Maestro di cappella presso la Cappella Metropolitana di Urbino
1734 Maestro di cappella presso la Cattedrale di Fano
1735 - 1737 Maestro di cappella presso la Cattedrale di Orvieto
1737 - 1757 Maestro di cappella presso la Cattedrale di Recanati
1757 Muore a Recanati

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Il linguaggio spirituale

Cenni

Nel primo Settecento lo stile teatrale era preponderante e costituiva una seria minaccia per i compositori di musica sacra, talvolta portati a inconsapevoli compromessi stilistici. La musica da chiesa si fece così sempre meno efficace e Bellinzani-deciso a por fine ad ogni stile ibrido- prestò molta attenzione al rapporto tra musica e testo sacro, tra eloquenza celeste e profana; capì che era necessario trovare un elemento comune allo stile sacro e a quello teatrale e, dopo una

attenta analisi del tessuto operistico, riuscì ad isolare una cellula, quella degli Unisoni. I risultati di questa profonda elaborazione portarono ad una generale semplificazione della musica senza la perdita di qualità e di sostanza, e all'introduzione di progressioni armoniche il cui forte impatto emotivo contribuì ad aiutare i fedeli nella loro ascesa verso Dio.

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